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Nel trattare l’analisi di questa categoria di esercenti è d’obbligo ricordare un periodo storico importante della storia di Cesenatico che coincide col termine della Prima Guerra Mondiale, ovvero quando i primi “pionieri” locali (possiamo così definirli) costruirono i primi rudimentali stabilimenti di legno e paglia all’inizio della stagione per nobili e ricchi possidenti “di città”, possessori di ville al mare, che trascorrevano le giornate estive in spiaggia.

Costoro però non erano gli unici forestieri in quegli anni: già un numero consistente (per l’epoca) di aristocratici delle ormai decadenti caste nobiliari austriaca, tedesca e cecoslovacca si univa all’aristocrazia italiana, locale e non, nel popolare le strade ed i primi alberghi di Cesenatico per lunghi periodi.

A questa prima clientela, che soggiornava lungamente in spiaggia, i primi imprenditori balneari affittavano completi da bagno, sedie a sdraio per il riposo, un riparo all’ombra per le ore più calde e servizi di “sabbiature” per i dolori reumatici.

Tutte le strutture costruite nella Primavera per la stagione estiva, venivano poi smantellate a Settembre, per ripetere nuovamente tutto il procedimento ogni anno. I proventi provenienti dal turismo estivo, non erano però sufficienti alle famiglie operanti nel settore per sostenersi economicamente tutto l’anno; tale attività quindi era riservata alla parte “debole” del nucleo famigliare (donne, giovani ed anziani), mentre gli adulti svolgevano altri mestieri (solitamente attività legate alla pesca o lavori manuali).

Nello stesso periodo, avvengono anche cambiamenti significativi in questo panorama: innanzitutto nasce la prima vera unione di esercenti balneari (purtroppo non si hanno notizie certe sulla data esatta dell’avvenimento, collocato però dal gestore di uno stabilimento dell’epoca a cavallo tra il 1956 ed il 1958), con lo scopo di cominciare un discorso di regolamentazione comune a tutti i bagnini, per integrare al meglio le disposizioni generali in materia fornite allora dalla Capitaneria di Porto.

La prima innovazione significativa dell’Associazione è stata quella di porre sulla battigia una serie di addetti qualificati per la sicurezza dei bagnanti, gli odierni bagnini di salvataggio; successivamente intraprese un’azione diretta verso la Capitaneria di Porto volta ad ottenere il permesso di edificare le strutture degli stabilimenti balneari in muratura, rendendole quindi permanenti.

La seconda Guerra Mondiale cancellò di colpo questa prima rudimentale forma di accoglienza turistica, ma essa riprese subito dopo il termine delle ostilità, quando lo smantellamento delle strutture anticarro presenti sull’arenile rese possibile il riutilizzo delle stesse come basamenti per i nuovi stabilimenti. Le strutture belliche erano state costruite in prossimità del porto, fino alla zona ora occupata dal grattacielo; per questo motivo il primo nucleo di stabilimenti “moderni” si è sviluppato in quest’area (tra l’altro il materiale proveniente dallo smantellamento degli anticarro, fu utilizzato anche per rinforzare le palizzate del porto per renderlo più resistente alla forza dirompente delle tempeste invernali).

Tutti i lavori necessari alla manutenzione e allo sfruttamento estivo dell’arenile erano eseguiti dal nucleo famigliare: dalla realizzazione dei passaggi aperti tra le dune di sabbia alla costruzione di pozzi d’acqua salmastra artigianali per lavare i costumi da bagno affittati durante il giorno, per arrivare alle cabine in legno per il cambio d’abito, nonché al corpo centrale dello stabilimento.
Fino ai primi anni ’60, in ogni modo, l’afflusso turistico in riviera non permetteva ai gestori degli stabilimenti balneari guadagni sufficienti a soddisfare le esigenze economiche della famiglia per tutto l’arco dei dodici mesi: solo con il “boom” turistico degli anni seguenti, l’arte del bagnino diventa un vero e proprio lavoro, ossia considerato come campo di investimento.

A tale proposito bisogna ricordare che il permesso arrivò dopo il 1964, quando tutto il paese fu sconvolto da un evento meteorologico eccezionale, chiamato ancor oggi dagli anziani cesenaticensi” la Grande Burrasca”, che rase al suolo in piena stagione tutte le strutture in legno allora presenti sull’arenile.

Da questo momento gli stabilimenti si moltiplicano e la categoria comincia ad avere un certo peso decisionale anche in sede comunale a partire, per avere un riferimento temporale preciso, dalla seconda metà degli anni ’60; comunque l’azione dell’associazione si rivolge soprattutto al suo interno, ove si devono risolvere problemi legati allo sfruttamento dell’arenile dal punto di vista di una regolamentazione unanime ed equa.

Possiamo dire con certezza che non era ancora presente nei gestori una mentalità imprenditoriale, tant’è vero che in generale non vi era nessun tipo di promozione pubblicitaria cittadina, né tantomeno extracittadina sovvenzionata dagli esercenti. Bisogna altresì notare che non vi erano ancora problemi di concorrenza, poiché ancora il numero di stabilimenti, rapportato al numero di turisti presenti, permetteva, alla fine degli anni ’60, una condizione di “tutto esaurito” nei mesi di Luglio ed Agosto.

Neanche dal punto di vista promozionale, in termini di organizzazione di manifestazioni ed eventi a carattere cittadino, la ancor giovane ed inesperta associazione riusciva a muoversi concretamente, lasciando questo compito interamente alla ben più efficiente Azienda di Soggiorno, alla quale delegava pure la gestione amministrativa e contabile degli stabilimenti stessi.

Si registrano invece in quegli anni una serie di iniziative a carattere individuale, limitate al singolo stabilimento balneare, che nascono dall’ingegno e dallo spirito d’iniziativa dei gestori, che provvedevano, tramite rapporti di amicizia con gli albergatori locali, ad assicurarsi la clientela proveniente dai loro esercizi, in cambio di buone referenze sull’albergo di provenienza. Naturalmente queste operazioni, in uso anche oggigiorno, tendevano a favorire reciprocamente le due categorie in questione, che affidavano ad una trasmissione pubblicitaria orale da parte dei clienti stessi, il loro messaggio promozionale.

Parimenti all’interno del singolo esercizio comincia a fiorire, a partire dai primi anni ’70, una serie di iniziative particolari, esclusive della zona cesenaticense (ed in seguito sfruttate con successo da ogni località della Riviera Romagnola), volte ad allietare il soggiorno del turista nello stabilimento ed a prolungarne la permanenza fino alla tarda sera

Le manifestazioni più popolari divengono in breve tempo, in quasi tutti gli esercizi: feste danzanti serali, organizzate con orchestre e piccoli spettacoli; tornei di carte e gioco delle bocce o eventi a carattere sportivo, sia tra i clienti dello stabilimento, che tra quelli di bagni adiacenti (i famosi eventi “ bagno contro bagno”); - “rustide” gratuite di pesce e vino. In particolare, il fenomeno delle “rustide” è particolarmente caro ai turisti abituali della località, come momento culminante del periodo trascorso nello stabilimento balneare.

Tali manifestazioni, che definiremmo oggi altamente socializzanti, si organizzavano in occasione di premiazioni di tornei vari o prima dell’inizio delle danze serali ed erano cariche di componenti positive quali allegria, disponibilità reciproca e gusto di un modo sano di divertirsi e conoscersi meglio. La manifestazione, ancor oggi molto “gettonata” sulla nostra spiaggia, consiste nella degustazione gastronomica del tipo più comune di pesce pescato nel mare Adriatico, il cosiddetto “pesce azzurro”, cucinato alla brace e servito caldo ai turisti gratuitamente, solitamente accompagnato da vino rosso “Sangiovese” e pane.

Questo, a nostro parere, è il momento culminante del sodalizio tra l’uomo di mare ed il forestiero: per Cesenatico la rustida è stata per decenni il simbolo d’accoglienza che l’ha resa cara ai suoi estimatori estivi. A partire dagli anni ’80, questa tradizione ha superato la soglia del singolo esercizio balneare, ed è stata utilizzata per promuovere i quartieri del paese, mantenendo sempre inalterati i caratteri che la contraddistinguevano: tutt’ora ogni rione cesenaticense prevede nel calendario delle sue manifestazioni estive almeno uno di questi avvenimenti, accompagnato quasi sempre da una serata di ballo con la tradizionale orchestra di liscio romagnolo. Più o meno nello stesso periodo, e precisamente nell’Aprile del 1978, l’Associazione dei bagnini si trasforma in Cooperativa degli Esercenti Balneari con l’intento di favorire l’aggregazione interna dei rappresentanti della categoria, per avere sempre più peso decisionale in sede comunale.

Per la parte storica si ringrazia il Dott.Gianni Maltoni
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